1. Siamo convinti sia necessario riappropriarci della
magistrale lezione sturziana non come vessillo del mondo cattolico ma
come
patrimonio nazionale della cultura politica italiana. Il
nostro Paese ha bisogno di fare memoria, oggi che soffriamo di un lento
impoverimento dei contenuti politici che spesso si
riducono a semplice gestione statale. La società ha bisogno di una forte
spinta
ideale, che trovi nella dimensione popolare riscontro e
sostanza politica. Per questo la lezione sturziana calza perfettamente
alla
società di oggi:
"A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa
grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della
Patria, senza
pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti
insieme propugnano nella loro interezza gli ideali di giustizia e
libertà. "
2. Raccogliamo l’appello ai Liberi e Forti di Don
Luigi Sturzo, ci impegniamo ad attualizzarlo proponendo un popolarismo
riformista,
moderno e municipale. Intendiamo rilanciare la
partecipazione sociale, civica e politica degli italiani, attraverso la
mobilitazione del
mondo cattolico e laico che vede nella dimensione civica e
municipale la risposta ad un bipolarismo muscolare che limita la
rappresentanza politica.
3. E' necessario il contributo di tutti i cattolici,
non per ricostruire vecchi blocchi o passate alleanze ma per
testimoniare i valori di
solidarietà e libertà propri del Cristianesimo. Il Santo
Padre Benedetto XVI nel suo discorso del 8.IX.2008 nel Santuario di
Nostra
Signora di Bonaria ha detto: In Italia serve una "nuova
generazione" di politici cattolici, che abbiano "rigore morale" e
"competenza".
Ha poi sottolineato - "la necessita di una nuova
generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con
competenza e rigore
morale soluzioni di sviluppo sostenibile". La Solidarietà
Cristiana deve essere testimoniata nelle scelte importanti della
Politica, per
questo serve un moto d'orgoglio dei cittadini che
quotidianamente vivono questi valori. E' necessario che i cittadini si
riapproprino dei
spazi della partecipazione politica e sociale, spazio che
gli appartiene di diritto.
Facciamo nostri l’esempio di Armida Barelli e Giuseppe
Toniolo, quali nostri modelli di cattolici impegnati in politica;
cercheremo di
assumerne i caratteri e le doti, con umiltà e modestia,
ponendo la lealtà e la correttezza come cifra caratteristica dei
rapporti umani e
delle relazioni politiche.
4. E’ necessario che tutto il mondo cattolico oggi
sia unito in un unico moto d’orgoglio, senza paure né inibizioni;
l’azione sociale è il
luogo d’incontro del mondo cattolico; esiste una società
sostenuta da un’azione quotidiana, solidale e caritativa capace di dare
risposte e di essere vicino alle gente, sincera interprete
della lezione popolare sturziana. E’ necessario presentarsi con i
propri valori,
senza insegne o vessilli, come rappresentanti del civismo
popolare artefice della storia del nostro Paese. Constatiamo tuttavia
che
l’unica unità possibile oggi è quella dell’azione sociale,
autonoma dalla azione politica, in difesa del punto centrale della
dottrina
sociale cristiana: la famiglia. Constatiamo che tale
iniziativa unitaria può oggi sopravvivere solo se tiene fuori da sé le
etichette
politiche ed i frammenti dispersi di una passata unità.
Non per disprezzo o per inimicizia, ma per necessaria prudenza.
5. La sopravvivenza della famiglia in Italia è messa
in discussione da condizionamenti culturali, sociali ed economici. E’
necessario
impegnarci per questa che noi riteniamo la priorità di
oggi: dare sostegno alle famiglie italiane. Ci proponiamo di trovare uno
spazio di
confronto e di consultazione di tutte le energie che fin
da oggi operano nelle realtà sociale per aiutare, assistere, confortare e
consolare le famiglie in difficoltà. Non cercheremo
soluzioni tampone, temporanee o una tantum, ma promuoveremo un modello
culturale che vede nella famiglia il nucleo fondante la
società.
6. Sono molte ed importanti le iniziative dei
cattolici singoli ed associati per assistere concretamente la famiglia, i
bambini, i giovani, le
mamme, i malati, gli anziani soli. Noi vorremo convogliare
in questa direzione tutte le energie possibili, vorremmo contribuire
alla loro
efficacia, creando un punto di colloquio per mettere
assieme le esperienze, per aggiornare i metodi, per replicare i
risultati.
7. Vogliamo aprire un colloquio con i Comuni e con
gli Enti locali. Il principio della sussidiarietà, che significa
l’intervento delle istituzioni
pubbliche a favore delle iniziative che l’istituzione
stessa non riesce a compiere, non è applicato e spesso neppure
conosciuto nella
esperienza italiana. Vogliamo proporre una partecipazione
autonoma e responsabile della società civile, grazie cioè a una sorta di
patto di collaborazione tra cittadini e istituzioni, tra
organismi pubblici e realtà sociali autonome. Vogliamo dare piena
applicazione al
principio di sussidiarietà, come occasione di
partecipazione civica e sociale.
8. Crediamo in un un' federalismo sincero, basato su
una sana dimensione municipale, che sappia coniugare sussidiarietà e
solidarietà;
un federalismo capace di soddisfare i bisogni di ogni
“Campanile” e strumento di governo del territorio attento alle
specificità locali.
Siamo convinti che il federalismo popolare sia capaci di
rendere il Comune famiglia delle Famiglie, attraverso lo strumento della
sussidiarietà come criterio fondamentale
dell’amministrazione locale.
9. Oggi è necessario riscoprirci bisognosi di dialogo
e capacità di ascolto dell’altro; a cominciare dall’incontro tra le
culture, dalla
necessità di convivenza religiosa e dall’incontro tra i
popoli. Per questo è necessario riorganizzare la società ponendo al
centro la solidarietà e la libertà. Vogliamo una società moderna,
multiculturale, libera e solidale, creativa e civile, capace di cogliere
nel progresso tecnologico le occasioni di crescita e sviluppo. Vogliamo
una società rispettosa dell’ambiente e attenta alla salute dei
cittadini, rispettoso dell’ecosistema e attenta all’ecologia; proponiamo
dei consumi sostenibili sotto il profilo economico e ambientale.
Appello
Preparare i cittadini alla cultura della
sussidiarietà, della solidarietà, e del progresso è forse compito
troppo grande per noi e per tutti coloro che si occupano della famiglia,
solo uniti saremo forti. E l’unità si farà solamente sullo scambio
delle esperienze. Sarà nostro primo compito metterci al servizio di
tutti per mettere in comune,e per realizzare in comune, un necessario
esame delle situazioni locali. Pensiamo che un compito così grave ed
urgente non possa essere risolto con un solo progetto, ma possa invece
essere affrontato come una lunga marcia, come un pellegrinaggio, facendo
passo dopo passo.
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